Gentleman’s World

Un vino da scoprire – il Teroldego

Teroldego Rotaliano bunch of grapes

Quando si parla di grandi vitigni autoctoni a bacca rossa, si è soliti ricordare il nebbiolo, il sangiovese, l’aglianico, il nero d’Avola, il negroamaro, ma ci si dimentica troppo spesso del teroldego del Trentino. Si tratta di una varietà molto antica, geneticamente imparentata con nobili uve francesi come la syrah e il pinot noir, che viene coltivata da secoli nel cuore della piana Rotaliana, in particolare nell’area di Mezzolombardo e Mezzocorona. Una zona piuttosto pianeggiante, che gode d’ottime esposizioni soleggiate e di un clima fresco e ventilato.

Il terroir del Teroldego

La piana Rotaliana è stata creata dalla lenta e paziente azione di un antico ghiacciaio, che ha scavato un profondo solco tra le pareti rocciose delle montagne circostanti. Il torrente Noce e in parte l’Adige, hanno poi portato a valle sabbie, ghiaia e ciottoli di calcare, granito, porfidi e dolomie. Si sono così formati suoli sciolti, molto drenanti e ricchi di sostanze minerali, perfetti per la coltivazione della vite. Le vigne più vecchie sono ancora allevate con il tradizionale sistema della pergola trentina, mente gli impianti più moderni sono spesso gestiti a spalliera.

Teroldego, un vitigno versatile

Oggi il Teroldego Rotaliano è il vino rosso di punta del Trentino, vera eccellenza della regione. Viene coltivato su un’estensione complessiva di circa 450 ettari, suddivisi tra piccoli e grandi produttori. Grazie a una gestione con basse rese, ad accurate vinificazioni e adeguati affinamenti, il Teroldego ha raggiunto alti livelli qualitativi. È un vitigno molto duttile, capace di regalare vini freschi e immediati, dal profilo fragrante e fruttato, piacevolissimi da bere giovani. Ma se viene fatto maturare in legno, è in grado di esprimere tutte le sue doti evolutive con eleganti aromi terziari.

Teroldego, abbinamenti

Si presenta con un colore rosso cupo quasi impenetrabile. Il quadro olfattivo esprime un bouquet caratterizzato da aromi di piccoli frutti a bacca scura, ribes, mirtillo, mora, sentori ombrosi di sottobosco e humus, sfumature di radice di liquirizia, di erbe aromatiche e cenni leggermente balsamici. La presenza di tannini delicati e di una buona freschezza di base, rende il sorso sempre armonioso ed equilibrato, con un caratteristico finale leggermente amaricante. È un rosso di medio corpo, che si abbina molto bene a primi piatti con sughi saporiti, ad arrosti, a carni alla griglia o a piccola selvaggina.

Le etichette

Un vino da scoprire, non resta che provare qualche buona bottiglia:

Vigneti delle Dolomiti IGT “Sgarzon”, Elisabetta Foradori

Vigneti delle Dolomiti IGT “Morei”, Elisabetta Foradori

Vigneti delle Dolomiti IGT “Granato”, Elisabetta Foradori

Teroldego Rotaliano DOC “Vigilius”, De Vescovi Ulzbach

Teroldego Rotaliano Riserva DOC “7 Pergole”, Villa Corniole

Teroldego Rotaliano Superiore Riserva DOC, Cantina Rotaliana

Teroldego Rotaliano Riserva DOC “Castel Firmian”, Cantina Mezzacorona

Vigneti delle Dolomiti IGT “Gran Masetto Rosso”, Endrizzi

Link utili:

Vini del Trentino, Consorzio di Tutela

 

Alessio Turazza