Interviews

Simone Fugazzotto

Interview Simone Fugazzotto

Durante l’intervista condotta presso il suo studio a Milano, l’artista Simone Fugazzotto ci parla del suo lavoro nel quale utilizza la metafora della scimmia per esprimere la condizione umana.

Gentleman’s Chronicles: Oggi abbiamo il piacere di incontrare Simone Fugazzotto, artista nato nel 1983 e attivo soprattutto a Milano e New York. Simone, nelle tue opere utilizzi lo scimpanzé per creare immagini con una forte carica di ironia. Come sei arrivato a questa forma di espressione?

Simone Fugazzotto: La prima necessità che ho riscontrato è stata quella di raccontare la storia che viviamo tutti i giorni in un modo diverso, usando una metafora e quindi la mia scimmia non è altro che l’uomo riflesso in uno specchio rotto, devi scegliere tu che parte dello specchio guardare. Quindi da un lato c’è una purezza, dall’altro ci sono i vizi, le debolezze, le insicurezze.

In alcune delle tue opere sono proprio i vestiti indossati da uno scimpanzé ad indicare che l’animale in questione è in cattività. Per gli uomini possono invece rappresentare in qualche modo la libertà?

Certo, un vestito racconta molto della personalità. Io sono convinto che noi tutti possiamo entrare in uno stesso negozio e uscire dimostrando la nostra personalità.

Essere un artista significa spesso trascorrere lunghe ore in solitudine in uno studio. Quale look prediligi per le occasioni importanti come l’inaugurazione di una tua mostra, o una premiazione?

Il momento importante per eccellenza è quello nello studio e quindi in realtà cerco l’outfit giusto, ogni volta un po’ diverso, per dipingere. Come se quello che indossassi mi aiutasse in qualche modo poi a realizzare quello che ho in mente.

Guardando le tue opere è impossibile non pensare all’evoluzione, all’identità dell’uomo contemporaneo. Pensi che l’uomo si stia ancora evolvendo?

No. E tutto il mio lavoro sull’essere umano è legato a questo. Ci sono delle splendide eccezioni, dei momenti bellissimi, dove in qualche situazione l’essere umano ti sorprende con qualcosa di straordinario ed è commovente. Ma in linea di massima è un disastro.

Credi che nella società odierna ci sia ancora spazio e rilevanza per il Gentleman?

Dal mio punto di vista non è solo il look che è importante ma è anche un discorso di coerenza. Quindi mi vesto come mi sento, sono a mio agio dentro ai vestiti che porto, che sono impeccabili, ma devo essere impeccabile anche dal punto di vista umano.

Generalmente un artista cerca la notorietà, mentre il Gentleman si contraddistingue per la sua discrezione. Come si trova la conciliazione tra queste due parti?

Guarda, è vero che un artista cerca la notorietà ma quanto è vero questo, è vero anche che la maggior parte degli artisti in realtà soffre la popolarità e l’esposizione mediatica.

Hai mai incontrato qualcuno, un artista, un gallerista, un critico, che più di altri ti ha colpito per il suo essere Gentleman?

Mai. Più vuoi essere rispettato in questo ambiente e più sembra che devi essere arrogante, maleducato.

Boggi Milano trae ispirazione dall’uomo italiano, ma con una mentalità cosmopolita. Cosa, nel tuo modo di vestire, definiresti tipicamente italiano?

Secondo me italiano nel modo di vestire non vuol dire tanto, però ti faccio un esempio. Ho letto una cosa di Picasso che diceva: ‘guarda siamo a Parigi, sono gli anni ‘20 è tutto sfavillante ma l’eleganza tipicamente italiana io la vedo solo in Modigliani.

Una delle caratteristiche del Gentleman è quella di saper corteggiare la propria compagna. Secondo te, qual è il segreto per conquistare una donna?

Non so, io ho la percezione che una donna si possa affascinare principalmente in due modi, con dei contenuti o con un savoir-faire generale.

Secondo Boggi Milano esistono delle regole precise che nel Gentleman sono innate. Qual è la prima regola del Gentleman secondo Simone Fugazzotto?

La grandezza è essere capaci di inserirsi in ogni contesto, ma soprattutto secondo me il Gentleman ha la grandezza di far sentire tutti i protagonisti di quella situazione a loro agio.

Purtroppo il nostro tempo a disposizione è terminato, quindi non mi resta che ringraziare Simone Fugazzotto.
Grazie a voi, grazie per essere venuti in studio.