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Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture

Tra i grandi vitigni a bacca rossa del sud Italia, l’aglianico merita un posto d’onore. E’ da quest’antica uva che nascono alcuni dei vini più pregiati in assoluto, come il Taurasi, l’Aglianico del Taburno e l’Aglianico del Vulture. Si tratta di un vitigno molto particolare, che pur essendo diffuso nelle regioni del sud, ama i territori dal clima piuttosto freddo e continentale, con forti escursioni termiche, come le zone interne dell’Irpinia e le pendici montane. Altra sua caratteristica tipica è la predilezione per i suoli d’antica origine vulcanica, poveri di materie organiche e molto ricchi di sostanze minerali. E’ proprio in questi habitat che si esprime con particolare eleganza, riuscendo a coniugare potenza e finezza. Non a caso è spesso chiamato “Barolo del Sud”.

Le origini del vitigno restano abbastanza misteriose. Secondo una vecchia tesi, si tratterebbe di un’uva greca conosciuta con l’antico nome di “Hellenico”. Tuttavia le analisi del DNA non sembrano confortare questa tesi. Non sono state trovate similitudini tra l’aglianico e i vitigni a bacca rossa oggi presenti in Grecia, anche se non si può escludere che si tratti una varietà estinta nella terra d’origine. È stata invece rinvenuta un’affinità genetica con l’aglianicone, un’altra antica uva campana. Ma a parte le disquisizioni sulle origini del vitigno, sappiamo che le prime tracce della sua presenza nel territorio risalgono all’inizio del 1500, a conferma della sua antica presenza in queste terre. L’area del Monte Vulture è una delle zone più famose per la produzione dell’aglianico. Si trova nella zona nord-ovest della Basilicata, in provincia di Potenza ed è occupata dall’antico cratere di un enorme vulcano spento. La sua attività risale eruttiva risale a 130.000 anni fa e oggi si presenta come un largo cono alto circa 1300 metri, coperto da fitti boschi in cui domina il castagno. Le pendici del monte sono da secoli coltivate a vigneto, con circa 1500 ettari suddivisi in una quarantina di aziende, spesso di piccole dimensioni. L’Aglianico del Vulture ha ottenuto il riconoscimento della DOC nel 1971 e nel 2010 è stata istituita la DOCG per la versione Superiore.

L’Aglianico del Vulture è un rosso dal profilo austero ed elegante, con un bouquet caratterizzato da profumi di fiori secchi, spezie, sentori di grafite, radice di liquirizia, su un sottofondo di piccoli frutti a bacca scura. Al palato ha una notevole struttura, con aromi complessi e profondi, una tessitura tannica molto fitta e una spiccata acidità. E’ un vino che ha bisogno di un lungo invecchiamento per smussare la spigolosa irruenza giovanile e raggiungere la perfetta maturità espressiva, con evoluzioni terziarie di raffinata eleganza. A tavola trova i migliori abbinamenti con arrosti, selvaggina o stufati.

Per chi desidera scoprire questo grande rosso, abbiamo selezionato alcune tra le migliori eccellenze dello splendido terroir del Vulture:

Aglianico del Vulture DOC Titolo, Elena Fucci
Aglianico del Vulture DOC Daginestra, Grifalco
Aglianico del Vulture DOC Damaschito, Grifalco
Aglianico del Vulture DOC Serpara, Re Manfredi
Aglianico del Vulture DOC Don Anselmo, Paternoster
Aglianico del Vulture DOC Etichetta Bianca, Musto Carmelitano
Agliano del Vulture DOC Repertorio, Cantine del Notaio
Aglianico del Vulture DOC La Firma. Cantine del Notaio
Aglianico del Vulture DOC Cruà, Basilisco

Alessio Turazza