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Audi R8 review – la supercar di scuola tedesca

Audi R8 2019

“Con il 50% dei componenti condivisi con la R8 LMS GT3 e il 60% con la R8 LMS GT4, nessun’altra vettura di serie è così simile a un’auto da corsa quanto la R8”. Basterebbero queste parole di Oliver Hoffmann, Responsabile dello sviluppo tecnico di Audi Sport GmbH, a descrivere la nuova supercar di Ingolstadt, ennesima evoluzione di un modello nato nel 2007 e diventato, anno dopo anno, una delle icone tedesche della sportività su quattro ruote. La nuova R8 conferma le sue caratteristiche fondanti, come l’eccezionale reattività alle pressioni dell’acceleratore, il sound allo scarico unico e la “fame di giri” del V10 aspirato, sconosciuta ai propulsori turbocompressi. Il 10 cilindri si trova in posizione centrale, alle spalle del pilota ed è disponibile in due livelli di potenza: 570 CV e 560 Nm di coppia oppure 620 CV e 580 Nm.

Audi R8 permanent quattro

È un motore estremamente compatto, con un radiatore separato che mantiene sotto controllo la temperatura dell’olio e la lubrificazione a carter secco con pompe a portata variabile. Una caratteristica, quest’ultima, derivata dal mondo delle competizioni che permette una collocazione più bassa (migliorando baricentro e centro di gravità) e un flusso d’olio costante in qualsiasi frangente, incluse le accelerazioni laterali di 1,5 g raggiungibili dalla R8. Le prestazioni del V10 sono gestiti dalla trazione integrale permanente quattro con differenziale meccanico autobloccante al retrotreno e dalla trasmissione a doppia frizione S tronic a 7 rapporti. L’evoluzione del reparto sospensioni porta in dote una stabilità e precisione da riferimento, mentre la servoassistenza dello sterzo sia dinamico (a richiesta) sia elettromeccanico è stata affinata.

Performance da supercar

Quanto al design, rispetto alla precedente generazione la vettura appare più affilata, con la griglia single frame più ampia e i due listelli verticali che suddividono le prese d’aria frontali. Sotto il bordo del cofano anteriore sono presenti tre fessure piatte: un chiaro rimando alla mitica Audi Ur-quattro. Il nuovo splitter, poi, ha una superficie maggiorata, così come le aperture alla base dei gruppi ottici posteriori e la griglia in corrispondenza dell’estrattore. Quest’ultimo è esteso sino ai terminali di scarico, ora di forma ovale. Parlando di prestazioni, nella configurazione più potente, la R8 Coupé passa da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi e raggiunge i 331 km/h, mentre la Spyder necessita di 3,2 secondi e si “ferma” a 329 km/h. Quanto ai prezzi, infine, le cifre di partenza sono 179.800 euro per la Coupé e 193.100 euro per la Spyder, che diventano rispettivamente 197.600 euro e 210.900 euro per le varianti performance.