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GMT Great Masters of Time, intervista

GMT Great Masters of Time Brian and Barry Building Milan

Al secondo piano del Brian & Barry Building, lo spazio Jewels & Watches è dedicato ai migliori marchi di gioielleria e orologeria selezionati per offrire un lusso accessibile e raffinato. Protagonista dell’area orologi è l’azienda GMT Great Masters of Time, che ha due boutique a Milano, la seconda in Corso Magenta 11. Abbiamo parlato con Stefano Cristofori e Mattia Corvo Santini, che hanno una lunga esperienza nel settore degli orologi e ci hanno potuto offrire un punto di vista privilegiato sul settore. La nostra prima domanda riguardava gli obiettivi della struttura GMT.

Stefano Cristofori: “GMT propone sul mercato italiano dei brand che di solito non sono rappresentati negli altri negozi. La scelta è quella di selezionare dei brand indipendenti generalmente di alta orologeria e poco reperibili sul mercato che secondo noi rappresentano al meglio le tradizioni dell’orologeria svizzera. Possono essere legati al passato come F. P. Journe, oppure proiettati verso il futuro come MB&F o Ressence. Al Brian & Barry Building, l’area comprende l’Espace Journe che rappresenta F.P. Journe in modo esaustivo ad una clientela non solo italiana ma anche internazionale. Abbiamo poi altre marche come Chanel Orologi, Bell & Ross e SevenFriday.”

Gentleman’s Chronicles: Per alcuni settori come quelli dei dischi in vinile e delle penne stilografiche, si sta assistendo a un ritorno di prodotti che prima sembravano quasi scomparsi dal mercato. Si sta verificando la stessa cosa anche per gli orologi meccanici?

Stefano Cristofori: “Secondo me ci stiamo allontanando dall’orologeria meccanica nonostante rappresenti un qualcosa che, come il disco in vinile, riesca a caratterizzare un oggetto e che per questo dovrebbe far sognare. Ma vedo che la gioventù si avvicina molto di più ad aspetti tecnologici, quindi a smartwatch o ad altre forme di tecnologia elettronica.”

Mattia Corvo Santini: “C’è da dire che se si ha cura di un orologio meccanico, come di un vinile, tra 100 anni o 200 anni si potrà ancora utilizzare, a differenza di un oggetto tecnologico che diventa obsoleto in 3 anni. Un orologio ti accompagna per tutta la vita.”

Gentleman’s Chronicles: C’è qualche recente storia di successo tra gli orologi meccanici?

Stefano Cristofori: “Ci sono alcuni brand che continuano a funzionare molto bene. Cito i due pilastri assoluti che sono Patek Philippe e Rolex. Dall’altra parte abbiamo F.P. Journe, una società molto più piccola che produce soltanto 900 orologi all’anno, ma da 20 anni a questa parte sta migliorando sempre di più. Ha più di 10 movimenti in produzione ed è da considerarsi una vera manifattura, produce tutto in casa, dai movimenti alle casse e ai quadranti.”

F.P. Journe GMT Great Masters of Time

Mattia Corvo Santini: “Una cosa interessante che riguarda GMT è che è nata con l’idea di presentare ai clienti le persone che stanno dietro a queste manifatture e creazioni di orologeria e Journe è l’esempio più autorevole, mentre ci sono molte marche che, dietro al loro lavoro, non hanno un vero creatore. Parlando di Journe è importante dire che, per garantire alla manifattura un futuro nel lungo periodo, ha recentemente ceduto parte della società a Chanel, cosa che è piaciuta molto ai collezionisti.”

Gentleman’s Chronicles: Per un uomo che sta approcciando l’idea di un orologio meccanico, quale potrebbe essere il punto di partenza?

Stefano Cristofori: “Dipende da cosa cerca. Parlando delle marche che noi rappresentiamo, per avere qualcosa di estremamente valido dal punto di vista meccanico c’è Ressence che, con una cifra che si aggira intorno ai 15-16 mila euro propone un orologio che non esiste nella produzione di nessun’altra marca. Ha l’indicazione orbitale del tempo, oltretutto espresso in pochi millimetri di spessore, con un quadrante formato soltanto da dischi sullo stesso piano che permette di indicare il tempo senza l’ausilio di nessuna lancetta.”

Ressence Type 5

Mattia Corvo Santini: “Per spendere un pochino meno c’è Bell & Ross che propone orologi dal design accessibile e interessante. Sono originali dal punto di vista del design e sono accompagnati da movimenti non di manifattura, e per questo più accessibili.”

Gentleman’s Chronicles: Oggi più che mai, c’è un fiorire di nuovi brand che utilizzano movimenti fabbricati in Asia per orologi che costano molto poco e valgono ancora meno. Diventa difficile per il pubblico capire la differenza di qualità.

Stefano Cristofori: “Questo è uno dei problemi principali, che deriva da una mancanza di cultura all’interno del settore. Il compito di legittimare il reale valore dei prodotti spetta a chi presenta l’orologio e riguarda anche il modo di comunicare del brand. Non è tanto il materiale che determina il prezzo ma il movimento, come viene prodotto, le finiture che sono dietro. Kari Voutilainen, il cui piccolo atelier produce dei movimenti bellissimi in orologi che presentiamo anche nel nostro negozio, ci ha spiegato che per ogni piccolo componente possono essere necessarie 40, 50, anche 100 ore di lavoro soltanto per rifinire un ponte o fare l’anglage, cioè la smussatura degli angoli delle leve, dei ponti e di altre componenti. Per questo un suo orologio ha un prezzo elevato che può essere compreso da chi già conosce il settore ma, se si ha di fronte una persona che non se ne intende, la differenza tra un prodotto come questo e un orologio lavorato in gran parte a macchina va spiegata.”

Gentleman’s Chronicles: Bisogna poi considerare che nei mercatini di paese spesso si trovano orologi meccanici degli anni ’50 o ’60 che possono essere in vendita a 50 o 100 euro. Il cliente rischia comprando oggetti del genere?

Stefano Cristofori: “L’acquisto di orologi usati è sempre un rischio. Può essere difficile trovare i pezzi di ricambio per orologi di quell’epoca, soprattutto se sono di un brand ormai scomparsi. Si rischia di spendere di più per sistemare l’orologio che per comprarlo.”

Gentleman’s Chronicles: Organizzate eventi e presentazioni per permettere ai vostri clienti di incontrare gli orologiai?

Stefano Cristofori: “Quasi ogni anno facciamo un evento presso la boutique di corso Magenta o qui al secondo piano del Building o nel lounge bar Terrazza 12, ad esempio con Chaumet o Chanel, o con personaggi quali Max Büsser di MB&F, Felix Baumgartner di Urwerk, Kari Voutilainen, o Benoît Mintiens di Ressence.”

Gentleman’s Chronicles: Il mercato italiano ha delle sue caratteristiche particolari?

Mattia Corvo Santini: “In Italia c’è la tendenza a puntare su marche di facile rivendibilità, soprattutto Rolex. Il cliente italiano preferisce generalmente la sicurezza mentale di comprare qualcosa che nella sua opinione può rivendere allo stesso prezzo se non addirittura fare un grande investimento.”

Stefano Cristofori: “Invece la nostra idea di orologeria è di scegliere un oggetto emozionante e portarlo al polso, anziché comprare un orologio e metterlo in cassaforte perché tra 10 anni forse potrebbe valere di più. Noi pensiamo che l’orologio sia un piacere personale e dev’essere indossato, e magari ti rimane per tutta la vita perché ti piace proprio. Non si acquista una Ferrari per metterla nel garage e non usarla mai.”

Jewels & Watches del Brian & Barry Building è in via Durini 28. Per maggiori informazioni si può visitare il sito https://www.thebrianebarrybuilding.it oppure http://corvocom.it