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Il Brunello di Montalcino

Brunello di Montalcino

Noi di Boggi Milano siamo lieti di darvi il benvenuto al nostro appuntamento con il sommelier e giornalista Alessio Turazza che, mensilmente, ci porterà alla scoperta del mondo del vino. Vorremmo così darvi, cari Gentlemen, qualche spunto di approfondimento che stimoli la vostra curiosità.

Vi invitiamo a prendervi cinque minuti di relax e a leggere le parole di Alessio che desidera farci assaporare un po’ della storia del Brunello di Montalcino focalizzandosi successivamente su quello del 2013, caratterizzato da un profilo fresco ed elegante, sfaccettato e vibrante.

Il Brunello di Montalcino è una delle migliori eccellenze del nostro patrimonio enologico e rappresenta uno degli ambasciatori del nostro vino nel mondo. Nasce sui versanti di una dolce collina situata nel cuore della Toscana, una quarantina di chilometri a sud di Siena, in un paesaggio ancora incontaminato, in cui le vigne si alternano a uliveti e ampie distese boschive. Il clima è secco e ventilato, con notevoli escursioni termiche e il mite influsso delle brezze che dal Tirreno salgono verso l’entroterra. I terreni sono stati generati in diverse ere geologiche e variano molto a secondo dell’altitudine e dei versanti, con presenza di detriti alluvionali, marne argillo-calcaree, terreni ricchi di galestro o alberese e zone di matrice calcarea. Il successo del Brunello di Montalcino presso il grande pubblico è un fenomeno abbastanza recente. Fino al secondo dopoguerra, il Brunello è rimasto un vino prevalentemente conosciuto e apprezzato all’interno di una cerchia di appassionati e d’intenditori.

L’istituzione della DOC nel 1966, elevata a DOCG nel 1980, ha segnato un momento importante per la sua definitiva affermazione. In quell’epoca gli ettari vitati erano circa un terzo degli attuali 2100 e i produttori neanche la metà. Da un punto di vista storico, la nascita del Brunello risale alla seconda metà dell’800, anche grazie al decisivo impulso di Clemente Biondi Santi, che si è dedicato a un’opera di selezione massale dei migliori cloni di sangiovese. Il lavoro sulla qualità del vitigno è stato poi completato con l’introduzione di sesti d’impianto ad alta densità e con coltivazioni a basse rese. E’ nato così un vino che oggi rappresenta la fortunata sintesi di un territorio e di una lunga tradizione storica. Lo scorso febbraio si è tenuto a Montalcino il consueto appuntamento con Benvenuto Brunello, che ha visto la presentazione alla stampa nazionale e internazionale della nuova annata 2013. Un millesimo dell’andamento climatico complesso e schizofrenico, con una primavera fresca e perturbata e un’estate che da metà luglio è stata, invece, molto calda. Il tempo instabile, proprio in prossimità della vendemmia, ha premiato chi ha saputo attendere, senza però incorrere nelle prime piogge autunnali. È un vino dal bouquet profumato, con aromi fragranti, sfumature floreali e balsamiche.

Ora qualche piccolo consiglio, chissà se non potrete farne tesoro per la vostra prossima cena stupendo i vostri amici con quello che avete appena imparato:

Brunello di Montalcino 2013 Madonna delle Grazie, Il Marroneto
La tenuta si trova sul versante nord della collina, a 400 metri d’altitudine. Vecchie viti che donano un Brunello che coniuga freschezza e ricchezza di frutto, complessità e profondità.

Brunello di Montalcino 2013 Vigna Fornace, Le Ragnaie
Le vigne sono coltivate sul lato sud-ovest, verso il mare, tra i 500 e i 600 metri d’altitudine. Un Brunello profumato e intenso, con tannini fitti e finissimi, di grande prospettiva.

Brunello di Montalcino 2013, San Polo
Le vigne di San Polo si trovano sui terreni calcarei del ventoso versante sud-est, che dona vini di particolare eleganza, freschezza e finezza espressiva.

Brunello di Montalcino 2013 Vigna Loreto, Mastrojanni
Nasce nella zona sud di Castelnuovo dell’Abate, su terreni magri e di basse rese, un Brunello complesso, caratterizzato da delicati aromi fruttati e note speziate.

Brunello di Montalcino 2013, Poggio di Sotto
Prodotto da diverse parcelle coltivate in località Castelnuovo dell’Abate, si distingue per intensa complessità e persistenza gustativa.

Alessio Turazza

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