Man’s World

Musei 2.0: un futuro in essere

Sempre più spesso sentiamo come la tecnologia sia diventata parte integrante della vita di tutti i giorni: riuscireste ad immaginare di vivere senza smartphone o senza PC? Viviamo in un’epoca in cui si può fare quasi tutto con questi strumenti. E allora perché non sfruttarne le potenzialità anche in campi inaspettati? Non solo al lavoro o per intrattenere relazioni, ma anche in quei luoghi che, nell’immaginario comune, sono “rimasti indietro”. È opinione condivisa ormai che qualsiasi cosa non stia al passo con l’innovazione e la tecnologia diventi presto obsoleta. Ed è proprio questa convinzione che si è fatta e continua a farsi strada all’interno dei musei. Le tendenze in corso parlano di “musei virtuali e multimediali” ma non solo, d’altronde si è iniziato a parlare di musei virtuali già da qualche anno. Le curiosità riguardano soprattutto i musei 2.0. Facciamo un esempio che vi aiuterà a comprendere meglio la portata di quest’innovazione. Pensiamo al Genio Universale Leonardo Da Vinci. La sua genialità lo ha condotto a creazioni che spaziano tra diverse aree di competenza, dalle macchine da volo a quelle da guerra, dalla pittura alla prospettiva. Tutte opere che sono gelosamente custodite dai più importanti musei del mondo. E se vi dicessimo che c’è una location suddivisa in cinque sale in cui sono presenti 50 macchine inedite di Leonardo riprodotte su scala reale e le riproduzioni certificate dei suoi 23 dipinti più celebri? Si tratta del “Leonardo Da Vinci Experience”, a Roma, in Via della Conciliazione. Già dal nome si capisce la cosa più importante, il desiderio di creare quell’esperienza che permetta di provare emozioni che prima potevano solamente essere raccontate. Tant’è vero che non si tratta di semplici macchine bensì di macchine interattive, che si possono azionare, così da scoprirne il loro meccanismo d’azione. Una totale immersione che si può sperimentare in un unico luogo, un itinerario multimediale di oltre 500 mq alla scoperta della vita di chi è stato pittore, scultore, ingegnere e scienziato. Mai prima d’ora è stato possibile contemplare in un’unica mostra così tante opere di Leonardo Da Vinci e poterne ammirare delle riproduzioni così fedeli rende questo museo a dir poco meraviglioso.

Avreste mai detto che storia e cultura potessero diventare 2.0? Un paradosso apparentemente inconciliabile che però c’è, esiste, non è un percorso impraticabile. Guardare al futuro utilizzando le migliori tecnologie è l’obiettivo da perseguire per sedurre il visitatore con il fascino delle riproduzioni di ciò che appartiene al passato, che ha fatto la storia. Il desiderio dei musei è proprio quello di facilitare la fruizione di conoscenza e informazioni e di farlo in un modo diverso, non più passivo, ma interattivo e multimediale. Una cosa possibile solo attraverso la creazione di una vera e propria esperienza, di uno storytelling che possa andare ben oltre la mera narrazione e la semplice esposizione. Un’interazione in grado di superare i confini fisici dello spazio e che si propone di estendersi anche all’esterno, nel mondo dei social media.

Gli strumenti a disposizione variano da occhiali speciali in grado di generare effetti tridimensionali, totem multimediali, realtà aumentata, cuffie che trasmettono audio didattici, ologrammi, virtual rooms e app che aiuteranno i musei a prendere vita e voi ad avere la sensazione di viaggiare nel tempo, di essere in un’altra epoca. La diffusione sta avvenendo a livello internazionale, non più solo visite online e gallerie 3D fruibili sia da PC che da smartphone: ora i passi in avanti sono davvero incredibili.

L’impatto che si può generare non ha effetti solo sulla realtà del museo in quanto tale ma anche in campo accademico: l’unione del patrimonio culturale e delle tecnologie più all’avanguardia non può infatti che consentire la stimolazione di interesse e curiosità nei visitatori che, con un pizzico di divertimento, si sentono maggiormente coinvolti. Il tutto ovviamente, con un occhio di riguardo alla comunità di internet e, in particolare, ai Gentlemen di domani.