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Porsche, 70 anni di auto da sogno

Porsche 911 restoration

Nel giugno del 1948 il primo prototipo della 356 veniva targato in Austria, scrivendo la prima pagina di una storia incredibile.

Giugno 1948, arriva la barchetta Porsche 356

Settanta anni fa l’Europa tentava di riprendersi dagli anni bui della guerra e le fabbriche ricominciavano con fatica a produrre automobili. C’era da motorizzare un continente intero con modelli convenienti, robusti e affidabili, ma c’erano anche clienti più facoltosi che volevano vetture sportive. Fu così che un certo Ferdinand Porsche, dopo avere inventato la Volkswagen – all’inizio nome e marca coincidevano, fu solo nel 1963 che diventò Maggiolino – si mise a studiarne una derivazione sportiva. I progetti si trasformarono in realtà nel giugno 1948, quando in Carinzia (Austria) fu targata la prima Porsche con la numerazione K 45.268. Era l’antesignana di quella che sarebbe diventata la 356, aveva la carrozzeria barchetta con il motore boxer montato in posizione posteriore a sbalzo, da soli 1,1 litri e 40 CV. Tuttavia, il peso non raggiungeva nemmeno i 600 kg e la potenza ridotta era sufficiente per raggiungere i 140 km/h.

 

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1963, la Porsche 911 di “Butzi” Porsche

Il modello si serie sarebbe arrivato pochi mesi dopo, iniziando il capitolo della 356, una lunga produzione arrivata fino al 1966 con moltissime varianti di carrozzeria e motori sempre più potenti. Nel 1963 si apre il secondo capitolo della storia della Casa di Zuffenhausen, con la 911 progettata da “Butzi” Porsche che era il nipote del fondatore. La storia di questa sigla è curiosa, perché il numero originariamente prescelto era il 901; peccato però che tutte le cifre di tre numeri con lo zero nel mezzo fossero già state registrate dalla Peugeot. Così ecco la 911, che è rimasta quasi uguale a sé stessa per 34 anni, fino al 1997, cioè l’ultimo anno di produzione del motore raffreddato ad aria che non permetteva l’utilizzo di soluzioni tecniche ormai irrinunciabili come la testa a quattro valvole per cilindro. La serie 996 ha iniziato un altro capitolo della storia Porsche, dando nuova linfa vitale alla 911 e gettando le basi per un successo senza precedenti.

1996, la Boxster, spider con motore centrale

Allo stesso tempo, tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, la Porsche aveva percorso un’altra strada con alcune vetture a motore anteriore, cambio e trazione posteriore: sono i modelli delle serie 924, 944, 968 e 928, progettati in una prima fase col Gruppo Volkswagen per il marchio Audi e poi sviluppati autonomamente. Tornando agli anni Novanta, nel 1996 è arrivata anche la Boxster, una spider due posti a motore centrale che rappresentava il modello di ingresso al mondo Porsche. Pochi anni più tardi, nel 2002, la Casa di Zuffenhausen è entrata in una nuova fase: sfruttando le sinergie industriali con il Gruppo Volkswagen è nata la SUV Cayenne, perfetta per incontrare i gusti del mercato premium che si stavano evolvendo rapidamente. Nella scorsa decade è stata affiancata dall’ammiraglia Panamera e più di recente dal SUV compatto Macan. Tutto questo senza dimenticare che la storia della Porsche è densa di successi nel motorsport, praticamente in tutte le categorie e che in passato ha progettato vere e proprie supercar, come le leggendarie 959 e Carrera GT. Ora la prossima sfida è l’auto elettrica, ovviamente sportiva. Visita il sito della Porsche.

Alessandro Vai