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Suzuki Katana, gli anni Ottanta sono tornati

Suzuki Katana

Gli anni Ottanta sono stati un periodo molto particolare per tutto il settore motociclistico. L’arrivo dei primi componenti elettronici, la sperimentazione stilistica e tecnica, insieme a una certa influenza del mondo automobilistico hanno portato alle prime carenature integrali, ai motori turbo e anche ai cruscotti digitali. Tutte cose mai viste prima di allora nelle due ruote. La Suzuki Katana è esattamente una figlia di questa epoca ed è nata su una precisa richiesta inviata dalla filiale europea della Suzuki alla Casa madre giapponese. Così nel 1981 nasceva una moto dalle linee squadrate e spigolose, motorizzata da un 4 cilindri 1.100 con 101 CV. Oggi, dopo più di 30 anni dalla fine della produzione, la Katana è rinata con gli stessi concetti della moto originale. Il progetto, in realtà, è nato grazie alla Katana 3.0 Concept, un prototipo realizzato nel 2017 da Engines Engineering su disegno di Rodolfo Frascol ed sposto all’Eicma del 2017.

Suzuki Katana two colour schemes

Posizione di guida più da streetfighter

L’accoglienza fu così positiva che Suzuki decise di dare seguito all’idea. Così gli uomini di Hamamatsu hanno bruciato le tappe per proporre in tempi brevi una nuova Katana e anche nel 2019 le linee tese della prima generazione hanno un fascino immutato. Nel cupolino è incastonato un faro a LED che riprende quello dell’antenata, con una forma ispirata a quella tradizionale spada giapponese. Anche i dettagli rossi e la sella bicolore con il codino essenziale sono un omaggio alla Katana degli anni Ottanta. La posizione di guida configurata dalla triangolazione sella-pedane-manubrio è leggermente eretta, mentre l’altezza della seduta di 825 mm e i fianchi snelli che permettono di poggiare bene i piedi a terra. La strumentazione, infine, è basata su un display LCD configurabile.

Suzuki Katana

Equipaggiamento prestigioso per la nuova Katana

Parlando invece di tecnica, il motore deriva da quello della GSX-R 1000 2005, ma è stato modificato con un impianto di scarico 4-in-2-in-1 con un silenziatore nero che punta verso l’alto. I cavalli sono 150 con una grande disponibilità di coppia ai bassi e ai medi regimi. Il telaio è a doppio trave in alluminio ed è derivato strettamente da quello della GSX-R 1000 del 2016. La forcella KYB a steli rovesciati da 43 mm è completamente regolabile, mentre il monoammortizzatore permette di intervenire sul precarico molla e sul freno idraulico in estensione. Un altro componente di pregio sono le pinze freno anteriori Brembo ad attacco radiale, che lavorano assieme a un evoluto sistema antibloccaggio ABS, fornito da Bosch. Infine il prezzo, che è di 13.690 euro.