Man’s World

Un taxi con le ali

A prima vista il jet privato può sembrare un mezzo di trasporto inarrivabile per la maggior parte delle persone ma in realtà ci sono aziende che gestiscono flotte di piccoli jet che offrono servizi interessanti per molte categorie di passeggeri. Noi di Boggi Milano abbiamo avuto l’onore di poter volare su un jet di GlobeAir, con partenza da Milano Linate e arrivo al Cannes Yachting Festival.

L’aereo Cessna Citation Mustang offre lo spazio sufficiente per soli quattro passeggeri e le sue dimensioni ridotte gli permettono di servirsi anche di piccoli aeroporti che sono invece inaccessibili agli aerei di linea. Si tratta di una tipologia di trasporto aereo più a misura d’uomo e questa differenza è risultata subito chiara quando siamo arrivati al terminal di Linate dove è stato lo stesso equipaggio di volo ad accoglierci e accompagnarci al jet. Dopo il decollo siamo saliti tra le nuvole fino a raggiungere la giusta altitudine di crociera nel cielo blu. A quel punto la comandante, la cui postazione era solo un metro più avanti, si è girata verso di noi e ci ha chiesto se gradissimo un caffè.

Per il Gentleman, l’idea che l’aereo sul quale si sta viaggiando venga pilotato da una bellissima donna, sembrerebbe un sogno ad occhi aperti, una scena da film di James Bond. Ma stava capitando proprio a noi. L’attività di pilotaggio e di gestione del volo da parte di Ana Borges e del suo co-pilota erano talmente affascinanti che non potevamo resistere alla tentazione di fare qualche domanda ad Ana riguardo alla sua vita e alla sua carriera.

La passione per il volo è iniziata sin da quando era piccola. All’epoca suo padre era un tecnico di manutenzione della linea aerea TAP Portugal e spesso la portava a visitare i capannoni mostrandole aerei smontati in tutte le loro componenti e gli strumenti delle cabine di pilotaggio. All’età di 17 anni Ana tenta di arruolarsi nelle forze aeree portoghesi ma senza successo. Ha quindi deciso di intraprendere la sua strada verso il cielo con una laurea in ingegneria e delle lezioni per conseguire la Private Pilot’s Licence. Questi sono stati i primi passi di una carriera che, con non poca fatica, l’ha condotta al grado di Comandante. Le abbiamo domandato se, in questo settore, il fatto di essere donna, le avesse reso le cose più difficili.

“Essere comandante è sempre una sfida sia per gli uomini che per le donne: ci sono molte responsabilità. Per le donne è ancora più difficile perché abbiamo la sensazione di dover dimostrare qualcosa in più rispetto agli uomini per raggiungere gli stessi obiettivi e per vedere riconosciuto il nostro valore professionale. Per fortuna le cose stanno cambiando e adesso lavoro per un’azienda che sta facendo molto per cambiare la mentalità di quest’industria, trattando uomini e donne in modo paritario. L’anno scorso il nostro CEO, Bernhard Fragner, ha realizzato uno dei suoi più grandi sogni: un equipaggio totalmente al femminile. Ora da GlobeAir ci sono cinque pilotesse e una delle comandanti, Léa Thierry, oltre ad essere una grande collega e una costante fonte d’ispirazione, si è conquistata il ruolo di responsabile dell’addestramento di linea e della sicurezza”.

Intanto il volo proseguiva sul magnifico scenario della Riviera, prima italiana e poi francese. Tirava un forte vento di Mistral e i luccichii dei riflessi del sole sulle onde del mare sembravano diamanti. Abbiamo chiesto ad Ana se potesse spiegarci in cosa si differenzia il volo di un piccolo jet come Il Mustang rispetto a quello di un aereo di linea.

“Il Mustang è un jet compatto. Molti piloti preferiscono lavorare sui grandi jet ma io ho sempre voluto volare nell’aviazione privata perché mi dà la possibilità di raggiungere molti posti diversi e di passare più tempo ai comandi. Le destinazioni accessibili al Mustang includono luoghi molto interessanti: Zeltweg e Egelsbach in Germania, Lugano, Bolzano, Innsbruck, Samedan e Sion sulle Alpi, l’aeroporto di London City, Cannes e Le Castellet in Francia.”

Sembra una vita affascinante, da celebrità, abbiamo detto. “In realtà niente che abbia a vedere con le celebrità – ha ribattuto Ana – lavoriamo tanto e con tante responsabilità, in un costante percorso di addestramento e valutazione, e siamo spesso lontani da casa. È un lavoro stancante ma è anche un sogno che diventa realtà, una passione che si trasforma in professione.”

La discesa all’aeroporto di Cannes è stata un’esperienza incredibile, con l’aereo che si muoveva nel forte vento. Dopo un perfetto atterraggio Ana stava conducendo il jet al terminal per cui c’era il tempo per un’ultima domanda. In base a quella che è la sua esperienza, perché i passeggeri scelgono di spostarsi con un jet privato?

“Penso che quasi tutti i nostri passeggeri, dirigenti industriali e imprenditori, apprezzino il nostro servizio soprattutto in termini di flessibilità e risparmio di tempo. Noi siamo come un taxi in volo. L’intero procedimento è semplice, dalla prenotazione al decollo. Il viaggiatore può prenotare un jet in pochi secondi sul nostro sito o tramite il nostro Servizio Customer Care 24/7 e dopo poche ore l’aereo sarà a disposizione nell’aeroporto richiesto. GlobeAir gestisce 16 Mustang e può mettere a disposizione un aereo in pochissimo tempo e in qualsiasi luogo d’Europa collegando più di 1500 aeroporti. Dopo l’arrivo a destinazione, possiamo aspettare che i passeggeri finiscano la riunione per poi riportarli a casa. Siamo flessibili, entro certi limiti, sull’orario del volo di ritorno e, se necessario, anche sulla destinazione”.

Un servizio molto speciale per i passeggeri e una professione gratificante per l’equipaggio. Come ha detto Ana, “quando un pilota ti descrive quello che farà il giorno dopo, non dice: ‘Domani lavoro,’ ma: ‘Domani volo!’”