Menswear Academy

I dettagli del denim

Boggi Milano Denim

I pantaloni denim Boggi Milano sono un’espressione perfetta della fusione dello stile classico e sportivo che contraddistingue la collezione Primavera/Estate 2019. I denim hanno un’anima casual ma abbinati a un blazer creano dei look che funzionano alla perfezione anche in ufficio. Sono indumenti comodi, pratici e funzionali, migliorano con il passare del tempo e diventano i capi preferiti del guardaroba maschile. I denim Boggi Milano rispecchiano un’attenzione costante alla qualità, rappresentata dal tessuto denim e dalla costruzione interamente italiana, dai loro dettagli, quali il bottone di chiusura con la B di Boggi, le etichette con testi che sottolineano l’identità milanese del brand, e il finissaggio del tessuto, con l’utilizzo dello stonewashing, smerigliatura e stropicciatura che rendono ogni capo un pezzo unico.

Boggi Milano Denim

Un racconto di tre città: Genova, Nîmes, Reno

C’è una certa ironia nel fatto che il tessuto denim esprima una moda giovanile, considerando che è una delle stoffe più antiche. In realtà, la tela jeans e il denim erano due tipologie diverse di tessuto, ma entrambi i nomi derivano da quelli di due città. La prima è Genova, dove lavoratori e marinai fin dal 16° secolo utilizzavano un fustagno misto lana-cotone e ne apprezzavano la sua durevolezza e resistenza a lavaggi frequenti. Il colore blu derivava dall’indigo, un pigmento blu di origini vegetali prodotto in India, utilizzato in tempi antichi e in particolare nei paesi europei fin dal 15° secolo. Questo tessuto veniva usano anche dai ceti più bassi della popolazione e anche in arte, per esempio nei dipinti di un pittore anonimo del Settecento, conosciuto come il ‘Maestro della Tela Jeans.’ In quel periodo, questo tessuto era interamente in cotone, molto apprezzato dal mercato inglese, dove era conosciuto con il nome ‘Gênes,’ anglicizzato a ‘Jeane.’

Painting by the Maestro della Tela Jeans

Un dipinto del Maestro della Tela Jeans, 18° secolo

Una versione della tela jeans prodotta a Nîmes

La seconda città di questo racconto è Nîmes, in Francia, dove i tessitori crearono la loro versione della tela jean, con qualche differenza tecnica. La tela jean originale, infatti, ha ordito e trama nello stesso colore blu, mentre il twill di Nîmes aveva l’ordito in filo bianco e la trama in filo blu. La tela prodotta a Nîmes è stata esportata in Inghilterra dove dal tardo Cinquecento ha acquisito il nome ‘serge de Nîmes,’ poi abbreviato a ‘de nim’, nome che è stato applicato a prodotti simili fabbricati nel Regno Unito. Negli Stati Uniti durante il 18° secolo è iniziata la produzione autonoma sia del denim che della tela jean, con il primo utilizzato soprattutto per lavoratori, meccanici e imbianchini, e la seconda per indumenti più formali quali soprabiti, giacche, gilet e pantaloni.

Boggi Milano denim detail of textile with whiskering

L’invenzione dei pantaloni con i rivetti a Reno

Oggi le parole ‘jeans’ e ‘denim’ sono sinonimi per indicare i pantaloni cinque tasche in tela denim con gli angoli delle tasche rinforzati da rivetti. La versione primordiale di questo indumento può essere attributo al sarto Jacob Davis, nato in Lettonia come Jacob Youphes, emigrato negli Stati Uniti, il quale lavorò in posti diversi prima di stabilirsi a Reno nel Nevada in una sartoria artigianale, dove creava prodotti come le coperture in tela delle carrozze e delle tende utilizzando rivetti in rame per rinforzare gli orli, le cuciture e gli angoli. Nel dicembre del 1870, in risposta alla richiesta di una sua cliente di fare un paio di pantaloni per suo marito boscaiolo, ha utilizzato la stessa tela pesante di cotone con rivetti agli angoli delle tasche. Quel paio di pantaloni è stato notato dagli operai locali e in breve quel prodotto è diventato la sua attività principale. Davis ha cominciato ad utilizzare il tessuto denim, più flessibile e comodo rispetto alla tela pesante di cotone, acquistandolo da un fornitore di San Francisco, Löb Strauss, come lui arrivato in America dalla Germania nel 1847. Strauss si trasferì a San Francisco nel 1853, cambiò il suo nome di battesimo in Levi e, in società con Davis, nel 1872 ottenne un brevetto per i pantaloni rinforzati con rivetti. Insieme hanno portato avanti la loro attività, introducendo un dettaglio decorativo l’anno dopo: una doppia cucitura in filo arancione sulla tasca posteriore.

Da prodotti utilitari a modaioli

I pantaloni in denim sono rimasti indumenti da lavoro fino agli anni Cinquanta, quando sono stati popolarizzati fra gli adolescenti da James Dean che li calzava nel film Gioventu bruciata del 1955. Nel giro di due decenni sono diventati l’indumento casual preferito negli Stati Uniti, progressivamente modificati, con l’introduzione negli anni Ottanta di jeans invecchiati, consumati e strappati.

I pantaloni denim Boggi Milano

Le varianti di Boggi Milano di questo classico della moda maschile presentano tutte le caratteristiche fondamentali del brand: grande attenzione al design, una vasta scelta di vestibilità, colore e lavaggio, e l’utilizzo di tessuti denim stretch di prima qualità, nei quali una piccola proporzione di elastan conferisce una maggiore flessibilità. Al consumatore il piacere di scoprire tutti i dettagli presenti nel capo, dalle cuciture alle etichette, dai bottoni alle sbaffature, che aggiungono fascino e collegano questi pezzi contemporanei alla loro terra d’origine e alla storia affascinante che li precede.